Il laboratorio “MI MOSTRO”

MI MOSTRO

da monstrum: prodigio, portento

MI MOSTRO è una mostra itinerante che accompagna il progetto Impronte Stellari.

MI MOSTRO è una grande parete costituita dai volti delle persone che incontriamo.

MI MOSTRO non è un’esibizione del reale ma è un gioco che la realtà trasforma.

MI MOSTRO è un ritratto collettivo in cui una moltitudine di facce si guarda e si riconosce.

MI MOSTRO siamo noi.

“MI MOSTRO” si propone come un laboratorio i cui risultati andranno a costituire una vera e propria opera d’arte: un’immensa parete di volti, la comunità di “Impronte Stellari”.

Sì, perché chi si avvicina ai tavolini di “MI MOSTRO” può farsi fare una foto in primo piano del viso, stamparla in bianco e nero e poi modificarla, aiutato dagli operatori di “Impronte Stellari”, tramite la tecnica del collage per farne un vero e proprio “mostro”, un altro da sé, magari più simile a quello che realmente ciascuno si sente.

“MI MOSTRO” inoltre è un’opera in divenire che si costituirà in due anni di volti e di storie personali raccontate attraverso le immagini.

Sabato e domenica 24 e 25 ottobre l’opera ha preso vita. Appoggiate su tavoli di legno, all’interno del parco di Corso Europa, c’erano le riviste più diverse: rotocalchi illustrati, moda, design, oggetti per la casa, perfino i cataloghi dei supermercati. Di fianco a loro diversi tubetti di colla stick e forbicine colorate dalle punte arrotondate. Poi un banchetto con un I-phone pronto a scattare foto, una stampante laser e una macchina plastificatrice sorvegliati dagli operatori culturali di “Impronte Stellari” nelle loro magliette grigie marchiate d’azzurro stellato.

Grandi e piccoli sembravano incuriositi ma, da principio, faticavano ad avvicinarsi ai tavoli, poi, incoraggiati dagli inviti di Amelia, Alice, Elisa e Claudia, chi timido timido, chi invece entusiasta si facevano scattare la foto e, una volta stampata, cominciavano a “mostrificarla” tagliuzzando qua e là tra le riviste.

Chi ha deciso di trasformare il suo naso con quello di un pappagallo, chi si è colorato i capelli col rosso di una teiera, chi invece, più zen, ha moltiplicato i suoi occhi aggiungendo quelli di cani e gatti, chi ha trasformato il proprio naso in una bottiglia di vino, chi si è fatto la barba rubandola a un modello di Vogue, insomma, ognuno con i propri gusti, ognuno con la propria personalità, ha dato vita al suo nuovo volto.

E faccia chiama faccia, risata chiama risata. Le mamme aiutavano i bambini a scegliere le immagini preferite, i bambini ridevano guardando i risultati dei collage delle mamme, i nonni prima restii si appassionavano e coinvolgevano i nipoti. Così le fotografie si sono moltiplicate e sui tavoli si faticava a trovare posto. I volti/mostri terminati sono stati plastificati e appoggiati su grandi teli azzurri così che tutti potessero vederli.

Gli artisti, contenti e soddisfatti del proprio fare, desideravano portare i volti/opera d’arte a casa ma, quando gli veniva spiegato che i manufatti assumevano ancor più valore in relazione e insieme a quelli degli altri ognuno si lasciava persuadere, mamma e papà facevano la foto al “mostro” col cellulare per portare a casa un ricordo ben sapendo che per vedere l’originale basterà essere presenti ai prossimi appuntamenti di “Impronte Stellari”!

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